Verniciatura a 360°

“Questo nuovo articolo vuole essere un approfondimento del nostro principale trattamento: la verniciatura industriale.”

Si definisce “prodotto verniciante” una miscela di prodotti chimici che, applicata mediante una sequenza ben definita di operazioni, forma una pellicola solida dotata di resistenza meccanica e chimica tale da proteggere il supporto dall’aggressione degli agenti fisici e chimici presenti nell’ambiente.

E’ opportuno porre una prima distinzione tra pitture e vernici.

Le pitture sono costituite da un insieme di pigmenti dispersi in un composto filmogeno portati alla viscosità di applicazione desiderata per aggiunta di un’adatta miscela di solventi e diluenti. Dopo applicazione alla superficie formano una pellicola solida aderente. Le vernici, si possono definire miscele a due componenti: la sostanza filmogena, composta da diversi elementi come resine naturali, oli, bitumi e il solvente, sostanza che fluidifica la vernice.

Le principali classi di prodotti vernicianti sono:

  • al solvente
  • all’acqua
  • in polvere

Le vernici in polvere sono prodotti organici sotto forma di polvere; diversamente dalle vernici liquide, nella singola particella è compresa l’intera formulazione che comprende resine, pigmenti e altri additivi. In queste vernici non sono presenti solventi. Le vernici a polvere si classificano in:

  • Epossidiche: offrono ottima resistenza meccanica, chimica e alla corrosione.
  • Ibridi (epossi-poliesteri): sono in grado di produrre film con ottima distensione e vengono spesso utilizzati come primer.
  • Poliesteri: sono i prodotti di eccellenza per l’applicazione su elementi di finitura esterni perché hanno una buona resistenza ai raggi UV.
  • Acriliche: i sistemi acrilici offrono ottima resistenza ai raggi UV e resistenza chimica, ottima distensione ma la resistenza meccanica, benché adeguata, è inferiore a quella dei sistemi poliesteri.
  • Poliuretaniche: buone caratteristiche chimiche e meccaniche.

Tra gli svantaggi delle vernici in polvere abbiamo il cambio colore. E’ importante che la polvere non sia contaminata da altri colori che, una volta seccati sulla superficie rimarrebbero visibili e risulterebbe inquinata. Quando si voglia cambiare la tinta in lavorazione è indispensabile effettuare una pulizia accuratissima non solo delle apparecchiature di applicazione e delle cabine, ma anche di tutto il circuito dell’aria e del riciclo della polvere.

Tali polveri si suddividono in termoplastiche, che fluidificano quando è applicato il calore e non modificano la loro composizione chimica quando tornano solide per raffreddamento e termoindurenti, che polimerizzano quando è applicato sufficiente calore. Le vernici in polvere necessitano di calore per formare il film, ragion per cui non sono adatte per il trattamento di substrati sensibili alle alte temperature e sono utilizzate perlopiù per il trattamento di metalli.

 

Le polveri termoindurenti vengono applicate in modo molto più efficiente per mezzo di correnti elettrostatiche. Con l’applicazione elettrostatica a spruzzo, la polvere è erogata da pistole. La polvere caricata negativamente viene depositata sul supporto agganciato; le forze di campo sono così elevate che la polvere si deposita anche nella parte posteriore del pannello. Le particelle che non aderiscono al substrato vengono recuperate e riciclate nel nuovo ciclo di produzione. I pezzi con la polvere applicata alla superficie vengono trasportati in forno dove la polvere fonde e si trasforma in film dando un rivestimento liscio ed omogeneo. La nostra azienda dispone di cabine di verniciatura manuali e automatiche; queste ultime  sono munite di robot, macchine a controllo elettronico concepito per eseguire in modo automatico operazioni di verniciatura e spruzzatura.